Io e l’alopecia allo specchio

Psicologo alopecia
Psicologo alopecia
Come la mia esperienza con l’alopecia è utile nel mio lavoro di psicologa e non solo

 

Sono quattro anni che lavoro come psicologa e riflettevo sul fatto che la mia esperienza con l’alopecia mi accompagna costantemente nel mio lavoro con i pazienti. Questo è un lavoro in cui la formazione che si sceglie di avere, e che prosegue per tutta la propria carriera, è molto importante, ma è altrettanto importante la propria esperienza di vita, i traumi, le rivoluzioni, gli eventi interni ed esterni che si ha avuto modo di incontrare ed attraversare nella propria vita e che poi diventano un bagaglio da mettere a disposizione dei pazienti, una volta che è stato trasformato per se stessi.

 

La mia storia con l’alopecia è antica, risale a quando avevo 7 anni e fra cadute e ricrescite, parrucca e scelta di toglierla…ha accompagnato la mia vita fino ai miei attuali 33 anni.

 

Ma quali sono le sfide e le opportunità che l’incontro con l’alopecia mi ha dato?

 

Penso che la sfida principale sia stata il fare i conti con un aspetto non convenzionale, il non essere parte di un canone socialmente istituito, il sentirmi sempre quella diversa, che non avrebbe avuto una vita come tutti gli altri, che doveva essere protetta dai commenti malevoli e da ciò che il futuro le avrebbe riservato o negato.

 

Mio padre mi racconta che una volta, guardando in tv un programma in cui era ospite la cantante Annalisa Minetti che soffre di cecità, io ho fatto un commento del tipo che lei era solo cieca! Come se la cecità fosse qualcosa di inferiore al non avere i capelli. Ero piccola allora, ma questo commento fa capire che idea avevo io dentro di me del non avere i capelli, quale peso ciò potesse avere per me, quale visione distorta avevo della mia condizione, ma allora davvero non me ne rendevo minimamente conto. Ho assorbito le preoccupazioni dei miei genitori per il mio allora presente e per il mio presunto futuro e ho incarnato il ruolo di diversa, di colei che aveva qualcosa in meno rispetto a ciò che la società esigeva, decretava come “normale”.

 

Tutto questo mi ha portato a soffrire molto e a fare ruotare tutta la mia vita attorno a questa mancanza…finché un giorno ho deciso di dare alla società ciò che pensavo mi chiedesse: i capelli, ho scelto di mettere una parrucca. Ho avuto 10 anni di vita convenzionale, socialmente parlando, ero una canonica bella ragazza, comune, come le altre. L’unica cosa diversa erano le privazioni di cui la mia vita era piena, ora tutto girava attorno al non far capire alla società che erano finti…quindi niente notti dalle amiche, a mare con cautela, niente piscina, selezionare gli sport e gli hobby con cura, per non parlare del rapporto con il maschile…

 

Poi, ad un certo punto, dopo un lungo e sofferto percorso interiore, ho maturato che non mi importava più di assecondare ciò che credevo che la società mi chiedesse, che l’enorme quantità di energie che fino a quel momento avevo dedicato all’alopecia prima e alla parrucca dopo, ora volevo impiegarla solo e soltanto ad essere me stessa, Monica, oltre l’alopecia. Ho iniziato a concepire l’alopecia come un fenotipo, esattamente come tutti gli altri, l’unico che volevo scegliere di mostrare perché era il mio, quello reale, in quel momento. Sottolineo “in quel momento” perché l’alopecia, per tantissimi anni, è stata mutevole, l’aspetto che avevo cambiava continuamente e non è stato facile capire chi è Monica a prescindere da tutte quelle mutazioni. Scegliere di mostrarsi così come realmente si è, soprattutto nel caso dell’alopecia, coincide con il mostrarsi a prescindere dall’aspetto che si ha in quel momento.

 

L’alopecia è stata per me, dunque, una formidabile maestra, rispetto alla mutevolezza della vita, al percepire la mia identità a prescindere dai cambiamenti del mio aspetto, ad ancorarmi a me oltre le convenzioni sociali, la femminilità oltre un canone ideale…e tanto altro.

 

Non solo alopecia

 

Ma, se ci facciamo caso, questi sono tutti temi che ogni essere umano incontra nella sua vita, tramite le diverse fasi di età, come la vecchiaia, con scelte che rendono felici ma che non sono socialmente approvate, come il peso che ha l’opinione dell’altro per me…l’alopecia le mette solo un po’ più in evidenza.

 

Ci tengo, inoltre, a sottolineare che, con questo articolo, non voglio promuovere la decisione di non portare la parrucca per chi ha l’alopecia e non è un articolo rivolto solo a chi ha l’alopecia, ciò che voglio promuovere è la decisione di essere se stessi, qualunque cosa ciò significhi per ognuno.

 

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