Stress: come influisce sulla Salute

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Cos’è lo Stress

Lo stress è una componente naturale del vivere, ogni cambiamento, ogni sollecitazione, interna o esterna, provoca uno stress ed una necessità di riorganizzazione.

 

La prima definizione di stress è stata data da Hans Selye nel 1936, egli definiva stress semplicemente “la risposta non-specifica del corpo ad ogni domanda di cambiamento”. Domanda chiamata stressor. Dunque, senza alcuna connotazione positiva o negativa del fenomeno.

 

E’ quindi impossibile estirpare lo stress dalla nostra vita, ma è possibile imparare a rispondere ad esso in modo efficace, invece che reagire automaticamente con modalità disfunzionali che possono portare ad amplificarlo e a renderlo cronico.

 

Molti studi recenti sottolineano, infatti, come non è tanto il potenziale stressor in sé, quanto il modo in cui lo percepiamo e lo affrontiamo, che fa sì che esso sia causa di stress o meno (Martin Seligman).

Conseguenze sulla Salute fisica e mentale

Inoltre, se lo stress diviene cronico, può avere conseguenze importanti sulla salute, sia a livello fisico che psicologico.

 

A livello fisico, può associarsi a diverse patologie come malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie dell’apparato respiratorio, avere ripercussioni sul sistema immunitario e aggravare patologie preesistenti (N. Schneiderman, G. Ironson, S. D. Siegel, 2005; Stress and Health: Psychological, Behavioral, and Biological Determinants; Annual Review of Clinical Psychology).

 

Inoltre, quando lo stress è cronico, le reazioni fisiologiche che si attivano, rimangono costanti e non si abbassano mai, producendo un livello di tensione sempre elevato. E’ questo il motivo per cui, se siamo cronicamente stressati, percepiamo anche un lieve evento disturbante, come insopportabile e abbiamo reazioni eccessive ad esso, la classica goccia che fa traboccare il vaso. E tutto ciò porta, infine, ad un sovraccarico tale (burnout) da non possedere più risorse per farvi fronte ed essere portati ad assumere comportamenti non salutari per cercare erroneamente di rimediare.

 

Per quanto riguarda la salute mentale, spesso, infatti, per far fronte allo stress, tendiamo ad assumere dei comportamenti dannosi e compulsivi, come sviluppare delle dipendenze (ad esempio, da alcool, da cibo, da televisione, da sigarette), sfogare la rabbia in modo eccessivo e fuori controllo, essere iperattivi a lavoro e a casa, oppure avere un umore calante, chiuderci in noi stessi, isolarci, usare farmaci in modo eccessivo.

 

Questi comportamenti però, invece di ridurre lo stress, lo amplificano.

Conoscere lo Stress per intervenire

Ma come possiamo intervenire su questi processi automatici ed impedire che lo stress diventi cronico e influisca sulla nostra salute?

 

hqdefaultQuando un animale o una persona sono di fronte ad un forte stress, come ad esempio un animale che lo vuole attaccare, si attivano una serie di reazioni automatiche di attacco/fuga/congelamento per far fronte tempestivamente alla situazione. Si mette in atto una reazione di allarme, uno stato di sovraeccitazione, caratterizzato da forti tensioni muscolari e da emozioni intense (terrore, paura, ansia…). Ciò avviene tramite una rapida cascata di segnali nervosi e liberazione di “ormoni dello stress”, il più noto dei quali è l’epinefrina (adrenalina). In questo stato di sovraeccitazione, nel corpo avvengono una serie di cambiamenti, tra cui: le percezioni sensoriali sono acuite, in modo da permettere di ricevere il massimo delle informazioni nel più breve tempo possibile, aumenta l’irrorazione sanguigna dei grandi muscoli degli arti, che dovranno entrare in azione in caso di combattimento o fuga e, contemporaneamente, diminuisce il flusso di sangue diretto al sistema digestivo e la digestione stessa si arresta. Questo dirottamento del flusso sanguigno è all’origine della sensazione di “chiusura allo stomaco” che a volte si ha nei momenti di stress (Kabat Zinn, 2012).

 

Ma, mentre un animale che sta per essere attaccato, sul momento mette in atto queste reazioni automatiche e, quando il pericolo è passato, le reazioni cessano e la curva dello stress cala, spesso, l’essere umano, dopo che ciò è avvenuto, continua a rimurginare sull’avvenuto e così non permette alle reazioni automatiche di cessare e la curva dello stress rimane costante.

 

Per il cervello rettiliano, che è deputato a queste funzioni, non c’è nessuna differenza tra il vissuto reale ed il pensiero (vedere un leone/pensare a un leone), è la stessa cosa, e quindi attiva la reazione in entrambi in casi. Per questo motivo, se continuo a rimuginare, a perpetuare l’accaduto tramite i pensieri, continuo a tenere attivata la risposta fisica, a mantenere alta la curva dello stress. E ciò, a lungo andare, porta ad un affaticamento di tutto il sistema e a ripercussioni sulla salute.

Come interviene la Mindfulness

Con la Mindfulness, possiamo intervenire nello spazio tra l’accadimento che ha provocato lo stress, le reazioni fisiologiche conseguenti e il rimurginio.

 

Ci permette di accorgerci di cosa sta accadendo nella nostra mente, tramite la funzione della Coscienza Testimone, di intervenire sul processo e di trovare delle risposte efficaci all’eveto stressante, invece di rispondere in maniera incontrollata, automatica e, spesso, disfunzionale.

 

La Coscienza Testimone, è una componente della coscienza che osserva il contenuto della propria esperienza da una certa distanza e accetta quello che c’è così come si presenta, senza giudizio, interpretazione o tentativo di modificarla. Attuando questo passetto indietro rispetto agli accadimenti interni, ai contenuti della mente, è possibile didisentificarsi da essi, osservarli tramite la Coscienza Testimone e intervenire su di essi.

 

Invece di essere in balia di avvenimenti inconsapevoli e incontrollabili, reagendo all’evento in modo automatico, è possibile scegliere come rispondere all’evento, quindi scegliere una risposta più funzionale e benefica per noi.

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Esistono molti studi sull’efficacia della mindfulness su diverse problematiche. In particolare per quanto riguarda lo stress, è stato elaborato da Jon Kabat-Zinn e colleghi, presso il Centro Medico dell’Università del Massachusetts, un protocollo per la riduzione dello Stress (MBSR), sul quale sono stati svolti molti studi scientifici riguardo la sua efficacia.

 

Chi sono

Sono Psicologo Clinico iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia, sez. A, al n. 7826.

 

Ho conseguito l’attestato di “Insegnante Mindfulness e Protocollo MBSR di primo livello”, presso il Centro Italiano Studi Mindfulness (CISM) di Roma, attraverso la partecipazione al Mindfulness Experiential /Professional Training.

 

Attualmente proseguo la formazione come specializzanda presso la scuola di Psicoterapia Transpersonale di Milano ed esercito la libera professione di Psicologo Clinico e di Mindful Trainer, in collaborazione con PSI.MED Palermo.

 

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